Libri per persone adulte
Billy Elliot
Questo libro è basato sull’omonimo film. Presenta la storia di una famiglia molto povera in cui il figlio minore è portato per la danza classica. Inizialmente ostacolato da stereotipi e pregiudizi, verrà poi sostenuto per poter inseguire il suo sogno.

Autorə: Melvin Burgess, Lee Hall
Casa editrice: Rizzoli libri
Questo libro è consigliato a partire dai 10 anni e presenta la storia di Billy Elliot, un ragazzino di una famiglia molto povera.
Ambientato nell’Inghilterra degli anni ‘80, la mamma di Billy era morta qualche anno prima, mentre il papà e il fratello di Billy erano minatori in sciopero.
Con l’avanzare dello sciopero, la famiglia era sempre più povera e molto tesa.
Inizialmente il papà porta Billy a prendere lezioni di pugilato, per le quali lui non aveva il minimo interesse e talento.
Quasi per caso, Billy ha la possibilità di provare a danzare, siccome le lezioni di danza e pugilato si svolgevano in contemporanea nella stessa palestra.
Ti lascio una citazione per rendere l’idea del registro piuttosto violento e omofobo, che si respira nel corso della lettura, specie in tutta la prima parte:
Per tutta la strada ho corso e saltato e girato su me stesso, e solo quando mi sono ritrovato in cucina con le scarpette da ballo in una mano e i guantoni da boxe attorno al collo ho pensato: ma cosa sto facendo? Se il papà scopre queste scarpette mi uccide.
Il libro ha molto a che fare con le aspettative di genere e il fatto che Billy voglia fare balletto viene preso come un indizio riguardo alla sua presunta omosessualità. Billy sottolinea invece che anche se gli piace fare balletto, non significa che sia gay.
Billy sa molto bene cosa ci si aspetta dal suo genere e per questo finché riesce tiene nascosta la passione per il balletto alla famiglia.
Quando il papà lo scopre, inizialmente proibisce a Billy di continuare a fare balletto, ma lui continuerà di nascosto finché suo padre lo vedrà ballare.
Amo questo momento in cui il padre vede finalmente suo figlio esprimere sé stesso ballando e i suoi pregiudizi sgretolarsi.
Da quel momento, Jackie decide di sostenere il figlio, facendo dei sacrifici per racimolare i soldi necessari per mandarlo a un’audizione, che gli avrebbe poi permesso di frequentare una scuola di danza.
È una storia dura, toccante, che mostra quanto sia difficile, ma possibile, rompere stereotipi e pregiudizi di genere.
Se vuoi approfondire, su questo tema ho scritto la newsletter Mio figlio preso in giro perché fa balletto; tra le varie riflessioni ci troverai anche dei mini-dépliant come strumento per abbattere lo stereotipo secondo cui la danza classica sarebbe roba da femmine.

I mini-dépliant sono dei piccoli prospetti pieghevoli che rispondono a varie domande tipo appunto “I bambini possono amare la danza?”. L’idea è che se qualcuno fa un commento riguardo al fatto che il balletto è da femmine, si potrà tirare fuori il dépliant corrispondente mostrando esempi di ballerini. Sul davanti trovi l’immagine, nome e cognome dei ballerini mentre sul retro, oltre alla fonte dell’immagine trovi un codice QR per raggiungere la pagina per avere ulteriori informazioni sul ballerino.