Libri per infanzia
Sono una farfalla
Un meraviglioso albo illustrato che parla della libertà di presentarsi al mondo come si vuole e dell’importanza dell’accoglienza e del supporto di un genitore in caso di prese in giro o bullismo. Una critica sottile e potente al valore della virilità.

Autorə: Marc Majewski
Casa editrice: Il castoro
Questo albo, con dei disegni che sono come dei quadri, racconta di un bambino che tra le altre cose è appassionato di farfalle al punto che si costruisce da solo un costume da farfalla monarca.
Così vestito, esce di casa e si mette a fare volteggi e piroette con la leggiadria di un ballerino classico o di una… farfalla, appunto.
All’improvviso però, un gruppetto di bambini gli tira una pallonata in testa, lo prende in giro e gli rovina il suo bel vestito. Triste e arrabbiato, il bambino torna a casa.
Come in altri libri sul genere - in particolare Mary si veste come le pare e Visto che vestiti? - vediamo ora un papà premuroso e amorevole, che consola e supporta il figlio.
Riesci a percepire l’enorme differenza tra un papà bullo di suo figlio, che ad esempio non gli permetterebbe mai di vestirsi da farfalla o avere atteggiamenti da ballerino classico, e un papà che invece sta a fianco del figlio con amore per come è?
Se sei genitore, o caregiver in altri modi, riesci a percepire il tuo potere?
Questo libro ci mostra il potere dell’accoglienza verso le nostre piccole persone per quello che sono con poche parole, illustrazioni pazzesche e messaggi davvero potenti.
Ho trovato stupendo che nel racconto il papà chieda al figlio cosa fare, dopo averlo consolato, senza imporre una sua soluzione. Il bambino protagonista di questa storia decide di riprovarci, molto determinato a esprimersi come vuole, al di là di eventuali bulli.
Per lanciare messaggi di speranza e forza, i bambini e le bambine di questi racconti decidono sempre di non conformarsi nonostante le difficoltà: Mary in Mary si veste come le pare torna a scuola con i pantaloni, Danny in Visto che vestiti? continua a vestirsi in modo eccentrico, Fede ne La gonna viola di Fede decide di andare a scuola in gonna.
Ma nella realtà, potrebbe essere che un bambino o una bambina preferirà conformarsi alle norme di genere per paura di prese in giro. Non dobbiamo forzare i bambini e le bambine che non se la sentono a riprovarci, anche se troviamo triste che in certi contesti non possano essere come vorrebbero. Per questo mi è piaciuto che in questo albo il padre chieda cosa fare anziché imporre una sua soluzione.
In proposito, ti lascio un messaggio importante di Blanc in Crescere un figlio femminista:
Se il nostro figlio più grande ci tiene ad andare a scuola con le scarpe da ginnastica lilla e ci dice che le osservazioni degli altri non lo disturbano, tanto meglio. Ma se il più piccolo ci racconta invece che è stato insultato perché aveva un fermaglio nei capelli e che adesso non vuole più metterlo, ascoltiamolo! Mentre alcuni ragazzi hanno la voglia, e la tenacia, di difendere i loro gusti non conformi alle norme di genere, ci sono altri che invece possono vivere questa situazione di essere leggermente “diversi” rispetto al modello dominante con maggiore sofferenza.
Per tornare all’albo illustrato Sono una farfalla, ho trovato interessante la figura di quella che sembra essere una bambina, che da subito si distanzia dai comportamenti da bulli dei suoi quattro amici.
La bambina ci impiega un po’ a diventare alleata del bambino protagonista, ma la sua posizione è chiara: il suo spirito critico la porta a distanziarsi dal gruppo di amici e a scegliere un comportamento giusto.
Non credo che sia un caso che l’unica persona del gruppo che si distanzia dal comportamento da bullo sia proprio una bambina.
Sempre più persone sono convinte che per molti aspetti dovremmo educare i nostri figli maschi agli stessi valori a cui educhiamo le nostre figlie femmine. La bambina infatti prende le distanze dal comportamento degli amici bulli grazie a valori come empatia, gentilezza, sensibilità, altruismo.
Concludo con una citazione da Il costo della virilità di Ginevra Bersani Franceschetti e Lucile Peytavin:
“Rifiutando di educare i nostri figli come le nostre figlie, condanniamo lo Stato e la società a pagare il costo della virilità [...] e ci condanniamo tutti ad essere vittime delle sofferenze fisiche e psicologiche causate dai comportamenti antisociali, che sono realizzati nella stragrande maggioranza dei casi da uomini.”
Ecco dunque che Sono una farfalla è un libro per l’infanzia che in maniera sottile e potente critica il valore della virilità.