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Libri per infanzia

Fuoriserie

Un albo illustrato con tre storie di campionesse paralimpiche per lasciare la prospettiva pietistica che abbiamo della disabilità. In questo libro vengon presentati a bambini e bambine temi ancora tabù come disabilità, malattia, incidenti o adozione.

Fotografia della copertina del libro "Fuoriserie. Tre storie di campionesse paralimpiche"

Autorə: Francesca Cavallo

Casa editrice: momo edizioni

Fuoriserie è il libro uscito a maggio 2023 di Francesca Cavallo, autrice di libri per l’infanzia come Storie della buonanotte per bambine ribelli e Elfi al quinto piano.


Il libro racconta di tre campionesse paralimpiche:


  • Tatyana McFadden, nata con la schiena bifida, adottata da una famiglia omogenitoriale e vincitrice di 17 medaglie alle Paralimpiadi. Questa storia aiuta anche a sradicare lo stereotipo per cui forza e velocità sarebbero qualità proprie di uomini. No, anche una donna con disabilità può essere incredibilmente forte, muscolosa, veloce. Del fatto che alcuni aggettivi sono più spesso associati ad un genere, ne parlavo in questo articolo sulle etichette di genere. Questo racconto è dedicato…

"Ai bambini e agli adulti che fanno le cose a modo loro."

  • Beatrice Vio, ha contratto la meningite a 11 anni perdendo così braccia e gambe. Grazie alla sua forza ha imparato a tirare di scherma con le protesi diventando una campionessa paralimpica.

  • Zahra Nemati ha dovuto reinventarsi a causa di un incidente che le ha fatto perdere l’uso delle gambe. È passata così dal Taekwondo al tiro con l’arco, diventando campionessa paralimpica.


Francesca Cavallo attraverso i suoi libri per l’infanzia tratta temi importanti in maniera chiara e senza filtri, oltre che senza giudizio


Penso ad esempio a come tocca il tema dell’accessibilità di luoghi pubblici per persone in sedia a rotelle


O a quando Bebe Vio voleva riprendere a fare scherma dopo la malattia:


Così, un giorno, chiese a suo padre di riportarla lì.
“Voglio ancora fare la schermidora”, disse agli allenatori.
“Ci dispiace”, le risposero.
“Non è possibile. Servono almeno tre dita e un polso per tirare di scherma”.

Ho amato anche il modo in cui Cavallo è riuscita a modificare la prospettiva abilista riguardo alla sedia a rotelle


Hai mai sentito o usato l’espressione “costretta in sedia a rotelle”? 


Fotografia di una pagina del libro "Fuorisere" che mostra persona in sedia a rotelle
”Tatyana non aveva mai visto una sedia a rotelle. Quando la provò per la prima volta, rimase sbalordita dalla velocità con cui riusciva a muoversi. Era quasi come volare!”

Ascoltando persone in sedie a rotelle ho capito che questa espressione rappresenta solo il punto di vista di chi è abile: la sedia a rotelle non costringe ma dona libertà e indipendenza a chi non può camminare sulle proprie gambe.


Concludo riportando la dedica che apre la storia de “l’arciera”:


“A tutti coloro che mirano all’uguaglianza, e tengono gli occhi puntati sull’obiettivo, qualunque cosa accada.”

Ti consiglio questo libro con tutto il cuore.


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