Le donne non sono più portate degli uomini nel multitasking

Aggiornamento: 26 ott

Ti aiuto a sradicare un altro stereotipo di genere e ti ripeto la regola numero uno per educarsi ed educare alla parità.


Al lavoro con amaca per neonati azionata da piede

L’altro giorno stavo seguendo un mini corso sulla gestione del tempo dove il relatore affermava:

“Le donne in particolar modo, sono molto brave a fare multitasking perché riescono a fare più cose contemporaneamente. In realtà, non riescono a farle, semplicemente sono molto più brave di noi maschi a passare da un’attività all’altra.”

Non so a te, ma a me una frase del genere non piace per più motivi, che ti racconterò in questo articolo.


Era da tempo che pensavo di voler sfatare il mito delle donne come persone particolarmente predisposte al multitasking.


Questo video mi ha spronato a farlo: ti va di smontare questo stereotipo assieme a me?

Andiamo!


 

Cosa trovi in questo articolo:

 

Cosa vuol dire multitasking

Il termine informatico multitasking è traducibile in multiprocessualità.

Okay, ricomincio.

Il termine informatico multitasking significa “svolgere più attività contemporaneamente”.

Va meglio?

Quindi, il multitasking è l’apparente capacità dei computer di svolgere più processi contemporaneamente.

Perché apparente?

Perché sembra che il computer sia in grado di fare più cose contemporaneamente, in realtà le attività vengono svolte una alla volta.

Il computer è capace di passare così velocemente da un'attività all’altra che sembra eseguire più attività contemporaneamente, come fare girare Word, Chrome e aggiornare la tua casella e-mail.

Cosa c'entra tutto questo con la gestione del tempo e soprattutto con la parità di genere?

Okay, facciamo un passo oltre.


Che cosa si intende per multitasking quando si parla di gestione del tempo

Una persona fa del multitasking quando fa più attività contemporaneamente.

Chiudi un attimo gli occhi e immaginati qualcuno che fa multitasking.

Io mi immagino una donna in cucina al telefono con un bebé in braccio…

eh già nemmeno io sono immune agli stereotipi 😁


Illustrazione di mamma intenta a accudire figli e rispondere al telefono
Non ci crederai: dopo aver scritto questo pezzo, in un libro che stavo leggendo a mio figlio noto questa scena. Ecco, vedi come anch’io mi faccio plasmare dagli albi illustrati?

Beh, stereotipi o meno, quest’immagine si avvicina molto ad una scena che ho vissuto realmente: la mia amica del cuore che mentre mi parlava, allattava un neonato e imboccava un duenne.

In quel frangente ho provato ammirazione per la mia amica; ho ammirato la scioltezza con cui stava gestendo quella situazione, che proprio io non ho.

A pensarci bene, anche i miei picchi più elevati di multitasking sono stati raggiunti da neomamma, ma erano di un livello più base: tipo camminare mentre mio figlio dormiva ascoltando un audiolibro. Era un livello base perché il bimbo dormiva e camminare risulta abbastanza semplice anche se sto ascoltando un audiolibro 😅


Zaira Schauwecker con cuffiette intanto che cammina nel bosco con fascia per neonati
Da neo-mamma: ecco la mia interpretazione del multitasking

Perché le persone fanno del multitasking

In questo paragrafo ti racconto i due motivi principali per cui le persone tendono a fare del multitasking.


1. Si crede che facendo del multitasking si possa completare più cose nel tempo a disposizione.

L’informazione dovrebbe essere finalmente arrivata a tanti: fare multitasking non è più produttivo. Se ti interessa sapere perché te ne parlo più giù. Si tratta comunque di una credenza dura a morire, ti racconto un breve aneddoto.

Di recente durante un corso di aggiornamento un collega seguiva le lezioni scrivendo al computer, non stava prendendo nota ma compilando documenti o rispondendo alle e-mail.


Visto che era in tema con l’argomento del corso, gli ho fatto una battuta al riguardo.


Dalla sua risposta ho capito che a lui le informazioni riguardo ai malefici del multitasking non erano ancora arrivate: era molto fiero di essere capace a portare avanti più cose contemporaneamente.


Nonostante ogni volta che il formatore lo interpellava lui cadeva dalle nuvole e doveva farsi ripetere la domanda.


2. La tecnologia rende il multitasking più semplice e attraente.


Questo punto è ancora più subdolo.

Anche se sai che non dovresti fare del multitasking, hai la tentazione di farlo a causa della tecnologia.

E allora capita che guardi Netflix controllando le E-mail.

Lavori e ogni 7 min controlli il telefono.

Oppure parli con tuo papà al telefono mentre svuoti la lavastoviglie o cucini.

Se ci pensi già quest’ultimo esempio apparentemente innocuo non era possibile qualche decennio fa, quando i telefoni stavano in un posto fisso della casa e per giunta con la cornetta attaccata con un filo 😅

Io stessa qualche volta mi obbligo a lasciare il telefono o le cuffiette a casa quando vado a passeggio perché la tentazione di ascoltare un podcast mentre cammino è molto forte.


Perché non conviene fare del multitasking

Il motivo principale per cui dovresti cercare di ridurre al minimo i tuoi momenti di multitasking sono gli effetti negativi in termini di produttività e salute mentale.

Siccome nessun cervello riesce a fare più cose alla volta, quando fai del multitasking in realtà stai continuamente passando da un’attività all’altra.

Questo continuo saltare da un’attività all’altra ha un costo in termini di tempo e di energia mentale [1].

Mentre un computer riesce a ricominciare un’attività esattamente dove l’aveva lasciata senza perdere un secondo, noi esseri umani perdiamo sempre un po’ di tempo ed energia mentale per tornare a dove eravamo rimasti.

Altri effetti negativi del multitasking te li lascio immaginare, lasciandoti questo aneddoto come spunto.

Ricordo come se fosse ieri una persona fare retromarcia per uscire da un parcheggio e immettersi sulla strada mentre stava guardando il suo telefono.


Non sto scherzando.


Faceva retromarcia immettendosi sulla strada guardando il suo telefono.


Inutile dire che quasi mi investe.


Per fortuna quando sono in giro in bici sono sempre coi sensi all’erta consapevole della mia vulnerabilità e sono riuscita a scansare l’auto.


Ma se in quel momento anche io avessi fatto del multitasking, beh, non sarebbe finita bene.


Il mito delle donne multitasker

Un giorno ero in un garage per lasciare l’auto che aveva un problema.


Mentre il responsabile stava immettendo dei dati nel computer, ho fatto l’errore di porgli una domanda.


Mi risponde seccato di aspettare, perché lui non è bravo come sua moglie a fare più cose contemporaneamente.


Mi sono scusata, dicendo che nessuno è bravo a fare multitasking e che faceva bene ad evitarlo.

Non è il primo uomo a sostenere che una donna è più capace nel multitasking.

È una credenza davvero molto comune e la frase detta durante il corso dal formatore ne è una dimostrazione.

Se te la fossi persa, te la riporto qui:

“Le donne in particolar modo, sono molto brave a fare multitasking”

Te la faccio breve.


È stato dimostrato che le donne non sono più portate per il multitasking [2].

Ma allora perché generalmente crediamo che le donne siano meglio nel multitasking degli uomini?

Secondo me, le ragioni principali sono due e te le racconto nei prossimi paragrafi.


L’instaurarsi dei ruoli di genere

Da sempre, le donne hanno generalmente avuto ruoli più diversificati rispetto agli uomini.

Con l’entrare delle donne nel mondo del lavoro questa diversificazione è aumentata, aggiungendo il lavoro stipendiato al lavoro di cura di figli, di parenti bisognosi e della casa. Il compito degli uomini invece è sempre stato quello di “portatore di pagnotta”.

Una grande responsabilità ma che per sua natura risulta essere più “uniforme”.


La profezia che si autoavvera o effetto Pigmalione È difficile uscire dai ruoli di genere a causa del cosiddetto effetto Pigmalione. Pigma che? Aspetta, ti spiego. L’effetto Pigmalione è un meccanismo del nostro cervello per cui se io penso che tu abbia una certa caratteristica, ti tratterò secondo questa mia credenza e tu ti comporterai in maniera da soddisfarla. È un po’ contorto, lo so. Se ti interessi di genitorialità l’effetto Pigmalione è anche il motivo per cui è fortemente sconsigliato etichettare i propri bambini. È anche uno dei meccanismi per cui meno ragazze intraprendono percorsi scientifici. Le bambine spesso vengono meno stimolate su questo fronte perché si crede che non siano portate per le materie scientifiche. Quindi le bambine credono a loro volta di non essere brave e alla fine questo circolo vizioso le induce ad essere effettivamente meno forti. Quindi meno ragazze intraprendono percorsi scientifici. E il fatto che ci siano poche donne in certi ambiti rafforza lo stereotipo. Non se ne esce più 😱 Non è un caso se per esempio nei nostri politecnici ancora oggi le ingegnere meccaniche sono solo il 10-15%.

Infografica che illustra il circolo vizioso degli stereotipi

È proprio a causa di questi meccanismi che gli stereotipi sono difficili da sradicare.

Un po’ come quelle maledette erbacce che quando le strappi lasciano giù la radice 😣

Lo stereotipo della donna come un’eccellente multitasker non fa eccezione.


Una regola pratica per evitare di rafforzare gli stereotipi di genere quando si parla

Una frase come

“Le donne in particolar modo, sono molto brave a fare multitasking”

non va bene.

Non va bene perché oltre che a sostenere il falso, va a rafforzare uno stereotipo di genere.

Uno stereotipo che fa male alle donne aumentandone il carico mentale.

È la prima di 20 regole che utilizzo per evitare di passare stereotipi a mio figlio:

​Evita il più possibile le parole “maschio”, “femmina”, “uomo”, “donna, signore, signora, “femminuccia”, “maschiaccio”, ...

Sono pochissime le volte in cui è necessario usare queste parole.

Vuoi un esempio fresco fresco?

«Mamma, anche tu hai un pene?»

«No.»

«Perché?»

«Perché la maggior parte delle donne non hanno un pene.»

Ecco, a parte in casi come questo, evita frasi che attribuiscano delle caratteristiche ad un genere.

Ti stai chiedendo se questa mia pratica sia una sorta di censura?

Perché non puoi dire che il meccanico d’auto è un mestiere da uomini se questa è la verità?

Perché non affermare che gli uomini non piangono se è vero che la maggior parte degli uomini non si vedono piangere?

È vero, questa è la realtà in questo momento storico.

Ma è la conseguenza di stereotipi di genere portati avanti di generazione in generazione.

Se vuoi una società più libera e serena, se desideri il meglio per i tuoi figli, per favore, lasciali liberi di esprimere la loro personalità.

Non inscatolarli appiccicandoci su delle etichette in base al loro genere.

Non è facile, ma un passettino alla volta è fattibile.


Riflessioni finali

Se c’è qualcosa di fondamentale che devi ritenere da questo articolo è:

  1. Il multitasking sarebbe da evitare il più possibile

  2. Non è vero che le donne sono predisposte al multitasking

  3. Se sono più brave, è perché sono portate a crederlo e perché per via dei loro ruoli hanno avuto modo di fare più pratica

  4. Quando parli, evita il più possibile parole come “maschio”, “femmina”, “uomo”, “donna”, signore, signora, “femminuccia”, “maschiaccio”.


Come ti sembra questa regola? Devi impegnarti molto per applicarla?


Fammelo sapere con un commento o un messaggio 😊


Ah, e se hai letto fin qui e l’articolo ti è piaciuto mi aiuteresti molto anche solo cliccando sul cuoricino qui sotto.


Te ne sono grata.


Ciao e alla prossima,












[1] Se vuoi saperne di più, nel libro Riconquista il tuo tempo Andrea Giuliodori dedica un intero capitolo al multitasking. Descrive il problema in maniera molto diretta e senza troppi giri di parole.



[2] Se vuoi saperne di più, lo studio di cui parlo è questo Hirsch P, Koch I, Karbach J (2019) Putting a stereotype to the test: The case of gender differences in multitasking costs in task-switching and dual-task situations.





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