20 consigli pratici per educare alla parità di genere

Aggiornamento: 26 ott


Cosa significa educare all’uguaglianza di genere? Da dove iniziare? Come fare? Te lo racconto in questo articolo!



Visualizza una persona che gioca a calcio.


Eh certo… nella tua vita non avrai visto molte calciatrici.


E se ti chiedo di visualizzare una persona che fa balletto?


Una persona che pilota un drone?


Ecco, ci siamo capiti.


È tutto normale: abbiamo tanti stereotipi interiorizzati in base al nostro vissuto.


Gli stereotipi fanno parte di noi perché sono basati su un meccanismo di sopravvivenza del cervello: se vedo una sagoma in mezzo a una radura voglio capire subito se si tratta di una casa, un albero o un orso bruno.


O no?


È importante cercare di sradicare gli stereotipi, soprattutto quando siamo in compagnia di bambini, che sono delle spugne e fanno presto ad interiorizzarli.

L’altro giorno mio figlio era in giro con il suo papà e vedendo un bambino solo chiede:

«Dov’è la sua mamma?»

Ed era a spasso con il suo papà.


Anche se lui è abituato a stare 2 giorni su 5 settimanali con il papà, la domanda più spontanea che gli esce è questa.


Mio figlio di 2.5 anni ha già interiorizzato lo stereotipo secondo cui un bimbo piccolo viene accudito perlopiù da una madre.


Lo avrà assorbito:

  • da me, che in situazioni simili potrei chiedere la stessa cosa senza rendermi conto del cliché che vado a rinforzare.

  • dalla società, ovvero stando in questo mondo in cui al parcogiochi le mamme sono molte più dei papà, perlomeno 5 giorni su 7; in particolare dalla signora di cui parlo nel aneddoto iniziale in questo post 😉.

  • dai libri in cui spesso la figura unica di riferimento dei cuccioli sono le mamme, i papà non esistono. Ci hai mai fatto caso? 😱


Scervellandomi ho individuato 4 aree in cui possiamo fare qualcosa da subito per migliorare il mondo in cui viviamo grazie all’educazione alla parità:

  1. Linguaggio

  2. Vita quotidiana

  3. Giochi e attività

  4. Emozioni


⚠︎ Parlando di stereotipi di genere parlerò spesso di “uomini”, “donne”, “maschi”, “femmine”, “mamme”, “papà”: non dimentichiamoci che sarebbe ancor meglio vivere al di là del binarismo di genere e ricordarci che non tutte le famiglie hanno una mamma e un papà.


 

Cosa trovi in questo questo articolo:

  • I miei 5 migliori consigli riguardo all’utilizzo di un linguaggio a supporto della parità

  • Le 8 cose che sto applicando nella mia vita quotidiana per educarci alla parità

  • Giochi e attività nei bambini: le mie 3 dritte per promuovere la parità di genere

  • Le 4 cose che devi assolutamente sapere in fatto di emozioni e parità

 

I miei 5 migliori consigli riguardo all’utilizzo di un linguaggio a supporto della parità


Il linguaggio influenza il nostro modo di vedere il mondo, di pensare e di comportarci [1].


Ti rendi conto dunque del potenziale che abbiamo già solo controllando quello che ci esce dalla bocca?


L'obiettivo principale è slegarci dall’idea che ci sono:

  • attività

  • professioni

  • emozioni

  • comportamenti


più adatti ad un genere che all’altro.


I miei 5 consigli più efficaci in fatto di linguaggio paritario sono:


  1. Evita il più possibile le parole “maschio”, “femmina”, “uomo”, “donna”, “signore”, “signora”, “bambino”, “bambina”, “femminuccia”, “maschiaccio”. Eviterai automaticamente frasi tipo:


Il calcio è uno sport da maschi Le femmine non〈attività o comportamento X〉

I maschi non〈attività o comportamento X〉

Sei un maschiaccio / femminuccia

2. Usa la parola “persona” anziché “uomo”, “donna” , “signore” o “signora”


Guarda, un uomo che sta guidando una ruspa

Guarda, una persona che sta guidando una ruspa

3. Usa la parola “persone” anziché il maschile sovraesteso


Guarda, degli operai

Guarda, delle persone che lavorano nel cantiere

4. Usa i femminili professionali (rispettando la grammatica italiana, basta controllare su un vocabolario online)


Cecilia è un ingegnere

Cecilia è un’ingegnera


5. Parla di “genitori” anziché di “mamma” o “papà”


Un bimbo solo, chissà dov’è la sua mamma?

Un bimbo solo, chissà dove sono i suoi genitori?


Come va?


Lo so che ti può sembrare faticoso ma ti assicuro che è un processo e che dal momento che sei consapevole potrai solo migliorare, un micro passettino alla volta.


E se hai ancora voglia di dirmi che i problemi sono ben altri e che la parità di genere non si raggiungerà mettendo una “a” al posto di una “e”, io ti dico:


da qualche parte bisogna pur cominciare.


Sai perchè la maggior parte dei buoni propositi falliscono?

  1. Perché ne facciamo troppi tutti assieme

  2. Perché sono irrealistici

Non puoi diventare una persona che corre regolarmente se il tuo obiettivo è quello di iniziare a correre tutti i giorni almeno 10 km.


Giusto?


E poi, come dice la sociolinguista Vera Gheno in Femminili Singolari:

“[...] è ovvio a tutti che i problemi delle donne sono ben altri [...]; ciononostante, è bene ribadire che noi esseri umani siamo capaci di occuparci di più questioni contemporaneamente."


Le 8 cose che sto applicando nella mia vita quotidiana per educarci alla parità


Anche la nostra vita quotidiana è una palestra in cui allenarci a sradicare stereotipi.


A questo proposito, prima di passare alla lista, ti racconto un fatto divertente che mi riguarda:

​Ieri mi stavo preparando a uscire con mio figlio e volevamo prendere il triciclo.


Noto che ha le gomme sgonfie.


In un nanosecondo mi sono apparsi un sacco di pensieri limitanti perché ero disagio all’idea di gonfiare delle gomme:


Quale sarà la pompa giusta?


E se inserendo la pompa faccio sgonfiare tutta la gomma?


Chiedo a Valerio di fare questo lavoro Anzi no, lasciamo qui il triciclo e prendiamo il monopattino!


E poi la mente razionale:


Zaira, okay che normalmente non ti occupi tu delle ruote di bici e tricicli però, per favore, fai uno sforzo a favore della parità di genere.


Quindi ho brandito la pompa, il triciclo, la mia inadeguatezza e la paura di far scoppiare una camera d’aria e mi sono messa dove ero sicura che mio figlio (e mio marito!) mi potessero vedere.

Mi sono sentita scomoda e giudicata (dal marito)?

Sì!


È assurdo come per una cosa oggettivamente piccola possiamo già sentirci fuori dalla nostra zona di comfort, vero?


Ecco 7 spunti interessanti:


  1. Se la situazione ve lo permette e se vi va: considerate un modello familiare in cui entrambi i genitori abbiano un lavoro stipendiato, anche part-time.


2. In casa, almeno qualche volta, invertite i ruoli dei genitori:

  • se di solito cucina la mamma, che cucini il papà

  • se la partita di calcio la segue il papà, che ogni tanto la segua la mamma

  • il papà si stiri le sue camicie

  • la mamma costruisca la casetta in giardino


3. Tra fratelli e sorelle: cerca di non fare distinzioni in base al genere e segui il più possibile le loro inclinazioni.

  • Se la sorella ha la maglietta rosa e anche il fratello la vuole, va bene

  • Se il fratello può infangarsi dalla testa e i piedi, anche la sorella può

  • Entrambi possono aiutare in cucina o a cambiare le gomme della neve alla macchina


4. Non commentare il tuo corpo e quello altrui davanti ai tuoi figli. Il passo successivo sarà quello di smettere del tutto, anche nella tua testa😅

La pressione estetica è un tema enorme che colpisce soprattutto le donne.

Non è un caso che a soffrire di disturbi alimentari è soprattutto il genere femminile.

Quindi bando a frasi come:


Devo dimagrire

Devo mettermi a dieta

Chissà quanti kg prenderò in vacanza

Guarda che rotoli di ciccia

Non mi posso permettere una maglia così attillata

Dalle mie parti si usavano anche espressioni davvero crudeli per nominare delle persone, facendo riferimento ad un aspetto del loro corpo ritenuto culturalmente poco carino.


Oso sperare che da te la situazione sia migliore di questa 😅


Se senti la necessità di passare messaggi che riguardano l’educazione alimentare e la salute puoi sostituire le frasi sopra così:


Sento la necessità di mangiare più verdure per trattare bene il mio corpo

Vorrei ridurre il mio consumo di zuccheri perché ho letto degli effetti negativi che ha sul mio corpo

✔ Mi piace cucinare i dolci in casa così so cosa ci metto dentro


Se vuoi approfondire il tema della grassofobia un primo passo sarebbe leggere Belle di Faccia di Chiara Meloni e Mara Mibelli.


5. ​Proponi una gran varietà di colori. A meno che tu li adori, minimizza l'uso di colori stereotipati in casa e quando lo fai, invertili: spazzolino blu alla mamma, rosa al papà.

Io e Valerio lo avevamo fatto con gli asciugamani: lo stereotipo era così radicato in me che ogni 3 per 2 sbagliavo e prendevo il suo asciugamano rosa 🤦‍♀️

6. Se conosci persone con un mestiere particolare in base al genere come un’ingegnera, una meccanica d’auto, una chirurga, un infermiere o un estetista: parlane con i vostri bimbi, faglieli conoscere.


7. Similmente, se per strada vedi una giardiniera o una camionista indaffarata a scaricare un carico con la sua autogru: fermati, accertati che vedano queste immagini con i loro occhi (non c’è bisogno di fare notare il genere).


8. Se non ne hai l’abitudine: almeno ogni tanto segui le squadre femminili o le professioniste sportive per quegli sport stereotipicamente maschili e viceversa.


Sono sicura che hai mille altre idee, più pertinenti alla tua situazione.


Condividi le tue chicche nei commenti!


Giochi e attività nei bambini: le mie 3 dritte per promuovere la parità di genere


In questo paragrafo farò un best of di quanto già elencato in questo post.


Vuoi conoscere i miei 3 migliori consigli?


Eccoli qui:

  • Giocattoli: osserva attentamente i tuoi bimbi tutte le volte che hanno a disposizione giochi non loro: nei negozi, nelle ludoteche, nei parchi, a casa d’altri, ... Cosa li attrae davvero?

  • Giochi di ruolo: lasciali fare

  • se tuo figlio vuole allattare una bambola

  • se tua figlia dice che quel duplo con il rossetto e i capelli lunghi è un signore

  • se tuo figlio vuole impersonare una bambina. D’altronde se lo lasci essere un gatto non puoi impedirgli di essere un bambino di un altro genere, giusto?

  • Libri e cartoni animati: non è per niente facile con l’offerta odierna ma sforzati di trovarne e richiederne di non stereotipati.

Da tenere d’occhio:

  • EDT: collana Giralangolo - Sottosopra Una collana, che raccoglie storie per bambini dedicate alla parità di genere

  • settenove Una casa editrice per la prevenzione della violenza di genere, con un’attenzione particolare alla narrativa per l'infanzia e l'adolescenza

  • undercats pubblica libri che celebrano la diversità ed ispirano famiglie ad agire per la parità

  • …e più in generale i libri di Francesca Cavallo.


E se ne conosci altri fammi sapere assolutamente che sarò felice di estendere la lista!


Le 4 cose che devi assolutamente sapere in fatto di emozioni e parità


Questo paragrafo mi fa sorridere perché se penso al pianto durante la mia infanzia mi vengono in mente due immagini:

  1. Mio papà che granitico mi dice “Non piangere”

  2. Mia mamma che accogliente mi dice “Piangere fa bene agli occhi”


Io ho preso il meglio da entrambi, meno parole possibile e messaggio accogliente:


“Piangere fa bene”.


Punto.


I miei migliori 4 consigli pratici sono:


  1. Accogliere tutte le emozioni dei bambini indipendentemente dal genere

  • Le bambine possono arrabbiarsi

  • I bambini possono avere paura

  • I bambini possono piangere


2. Nominare le proprie emozioni con i figli, soprattutto quelle stereotipate

  • Il papà può dire «Mi sento triste» o «Ho paura»

  • La mamma può dire «Mi sento furiosa»

3. Esercitatevi al parco o alla fermata del bus osservando assieme ai vostri bimbi le persone attorno a voi e cercando di indovinare le emozioni che provano

  • «A me quella persona sembra insicura, a te?» accennando ad un uomo che davvero sembra insicuro

  • «Cavoli, quella persona sembra davvero arrabbiata, chissà cosa è successo» accennando ad una donna che davvero sembra arrabbiata

4. Stare attenti ai media che consumano i bambini: per esempio, libri e cartoni animati spesso rinforzano lo stereotipo per cui un uomo non deve avere paura o piangere


Quello che mi piace davvero degli spunti che ti ho dato in questo articolo è che la maggior parte sono applicabili da subito.


Non significa che dovrai fare immediatamente tutto giusto.


Ehi, cambiare abitudini radicate nel nostro cervello da decenni non è semplice!


Abbi pazienza.


Un ultima cosa: 5 + 8 + 3 + 4 = 20


Mi manca il tuo consiglio per fare cifra tonda, scrivimelo qui sotto!


Ah, e se hai letto fin qui e l’articolo ti è piaciuto mi aiuteresti molto anche solo cliccando sul cuoricino qui sotto.


Te ne sono grata.


Ciao e alla prossima,








Tra l’altro ho parlato di questi temi anche con Carlotta Cerri sul suo podcast Educare con calma, se vuoi ascoltarlo:






[1] Ci sono diversi studi che supportano questa affermazione, un esempio è Sizing Up Objects: The Effect of Diminutive Forms on Positive Mood, Value, and Size Judgments di M. Parzuchowski, K. Bocian and P. Gygax su Frontiers in Psychology.








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