5+2 libri per l’infanzia che rappresentano maschi con capelli lunghi
- zairacconta
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 8 min
Aggiornamento: 4 giorni fa
Non è facile trovare albi illustrati che diano rappresentazione a bambini maschi che portano i capelli lunghi

La lunghezza dei capelli su bambini e bambine è ancora considerato uno dei parametri principali per leggerne il genere.
Motivo per cui nostro figlio viene spesso preso per bambina da chi non lo conosce. Ne avevo parlato in questa newsletter:
In questo articolo ti lascio 5+2 titoli per l’infanzia che ti consiglio se vuoi abbattere lo stereotipo di genere legato alla lunghezza dei capelli nella vostra libreria!
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Cosa trovi in questo articolo
5 libri e due racconti per l’infanzia che rappresentano bambini maschi con i capelli lunghi
Lunghicapelli
Il bosco in casa
Bruno l’astronauta
Sua Altezza Poltiglia, Principessa di Fango
Lisa Ti e il cortile del nespolo
Il pianeta della giungla incantata
La grandinata misteriosa
Il parere di un’illustratrice
Riflessioni finali
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5 libri e 2 racconti per l’infanzia che rappresentano bambini maschi con i capelli lunghi
Per il momento, i libri per l’infanzia con personaggi maschili con i capelli lunghi che ho trovato e letto io stessa sono questi:
Lunghicapelli

Edito Giralangolo, l’ho scelto perché il protagonista ha i capelli molto lunghi ed è l’unico libro per l’infanzia in italiano che ho trovato e che esplicita il tema dei bambini (maschi) con i capelli lunghi. Questo libro fa parte della collana Sottosopra che raccoglie albi illustrati sull'identità di genere e contro gli stereotipi ed è diretta dalla pedagogista di genere Biemmi. La scena che mi piace di più del libro è quella dell’immagine qui sopra perché è molto realistica e presenta una sfida quotidiana per i bambini che portano i capelli lunghi: venir spesso scambiati per delle bambine (solo ieri mio figlio è stato preso esplicitamente per bambina in quattro occasioni). Il libro racconta di Loris, del fatto che ha i capelli lunghi e fa una carrellata di personaggi famosi (e eroici) che hanno portato i capelli lunghi, tra gli altri anche il papà di Loris.
Il bosco in casa

Edito settenove, l’ho scelto perché uno dei due papà della storia porta i capelli lunghi e inoltre la persona protagonista - di cui non viene esplicitato il genere - potrebbe venir interpretata come un bimbo dai capelli lunghetti. Il libro ha una trama molto semplice ma comunque profonda: accompagnati da immagini graziose e poche parole, seguiamo una famiglia nel processo che la porta a coltivare delle fragole in casa.
Bruno l’astronauta

Edito settenove, l’ho scelto perché il papà di Bruno ha i capelli lunghi ma anche Bruno - il protagonista - ha i capelli abbastanza lunghi da dover essere raccolti in un codino quando gioca a calcio. Il libro racconta di Bruno che è alla scoperta del suo corpo. Mi piace perché a parti più didascaliche si accompagna un racconto e perché il libro è un inno alla diversità e abbatte molti stereotipi oltre che ad essere un inizio di educazione sessuale. Dai un’occhiata alla recensione completa del libro Bruno l’astronauta, che ho lasciato nella sezione risorse del mio sito.
Sua Altezza Poltiglia, Principessa di Fango

Edito Topipittori, l’ho scelto perché Sen, fratello della protagonista Yuki, porta i capelli piuttosto lunghi e oltretutto indossa una felpa rosa. Il libro - un po’ surreale specie se non si coglie la metafora - racconta di Yuki, una bambina che in un moto di rabbia lascia cadere le chiavi di casa in un tombino e vi entra per recuperarle. Il tombino rappresenta il passaggio al mondo sotterraneo fantastico, abitato dalla Principessa di Fango. Mondo sotterraneo che è anche metafora per il mondo interiore di Yuki. Mi piace anche il fatto che il libro presenti una protagonista arrabbiata, offrendo una contronarrazione rispetto a quella delle “brave bambine”.
Lisa Ti e il cortile del nespolo

Edito Il Castoro, l’ho scelto perché sia Olmo che quello che poi si scoprirà essere Otto portano i capelli abbastanza lunghi. Olmo li ha biondi fin sotto le orecchie con la frangetta, mentre Otto li ha abbastanza lunghi da raccoglierli in una coda. Inoltre sia Olmo che Otto indossano degli indumenti e accessori rosa e/o viola, abbattendo così non solo lo stereotipo riguardo la lunghezza dei capelli ma anche quello per cui il rosa sarebbe un colore da femmine. Il mini romanzo, consigliato dai 7 anni circa, racconta di Lisa che per alcuni avvicendamenti deve passare il weekend a casa di un’amica di sua mamma e suo figlio, Olmo. Insieme si mettono a indagare su alcune stranezze che sembrano accadere nel condominio di Olmo… Il racconto abbatte anche gli stereotipi legati alle professioni, dato che la mamma di Lisa è una programmatrice informatica.
Il pianeta della giungla incantata

Edito Undercats, questo racconto contenuto nella raccolta di fiabe Storie spaziali per maschi del futuro racconta di Fernando un ragazzo dai lunghi capelli neri. Anche se non lo si esplicita fin dall'inizio, i capelli di Fernando sono - assieme a lui - gli assoluti protagonisti di questo racconto di Francesca Cavallo (autrice fra gli altri di libri come Fuoriserie, Elfi al quinto piano, Storie della buonanotte per bambine ribelli). Per passare inosservato alle scimmie-bulle che lo prendono in giro, Fernando chiede agli spiritelli della giungla di farlo diventare invisibile. Ma essere invisibile ha anche degli inconvenienti, chiede dunque di essere visibile per le persone che gli vogliono bene, così però si preclude la possibilità di fare amicizia con nuove belle persone. Fernando chiede infine il coraggio di essere visibile. Trovo la parte finale del libro molto potente, anche grazie alla tenera immagine di un ragazzo che intreccia un nastro nei lunghi capelli di un altro ragazzo:
"Fernando, che fino a quel momento aveva usato i cappelli per nascondere la sua lunga chioma, decise che era venuto il momento di cambiare. Così, chiese a Bruno di intrecciargli quel nastro nei capelli. Appena il suo amico ebbe finito, il ragazzo tornò visibile agli occhi del dottore, che con due mosse gli rimise apposto il braccio. Da quel giorno in poi, Fernando non desiderò mai più essere invisibile e con il nastro d’oro intrecciato nei suoi bei capelli neri, illuminò ogni stanza in cui entrava. [...] E a una ragazza che un giorno gli chiese perché andasse in giro con quella treccia scintillante, Fernando rispose: “Perché ho provato a nascondermi, ma splendere è meglio!”."
La grandinata misteriosa

Quasi me ne dimenticavo: ma anche il racconto che ho scritto qualche anno fa e che trovi su La Tela trova un posticino in questa lista! Il racconto parla di una famiglia con una ripartizione dei ruoli di genere statisticamente alternativa: è la madre infatti la figura con un lavoro salariato che parte per un viaggio di lavoro mentre Fiore rimarrà a casa con il papà. Vi parlo di questo racconto perché il papà porta i capelli lunghi e Fiore - di cui nel racconto non esplicito il genere - potrebbe anche venir interpretato come un bimbo con i capelli lunghetti.
Il parere di un’illustratrice
Mi rendo conto che non sono molti, questi libri.
Penso che nell’illustrazione si giochi con gli stereotipi per caratterizzare un personaggio.
Si pensi per esempio alla questione ciglia: la convenzione è che i maschi vengono rappresentati senza, anche se ovviamente nella realtà le ciglia ce le hanno (e infatti pare che alcuni ragazzi/uomini abbiano cominciato a rimuoversele per sembrare più virili🤦🏼♀️).
Ma torniamo a noi.
Se a causa degli stereotipi già nella realtà un bambino con i capelli lunghi vien preso per bambina, figuriamoci in un disegno.
Trovo però, come succede ne Il bosco in casa ma anche nel mio racconto La grandinata misteriosa, si possa anche cominciare a rappresentare personaggi con caratteristiche varie, senza necessità di connotare per genere.
Oppure, come nel caso di Sen, che sappiamo essere fratello di Yuki ne Sua Altezza Poltiglia, Principessa di Fango, rappresentare personaggi maschili con una felpa rosa e, appunto, i capelli lunghi. O come nel caso di Olmo in Lisa Ti e il cortile del nespolo, che rappresentato con i capelli biondi fin sotto le orecchie e la frangetta, la maglietta a maniche lunghe e la berretta sul rosa, potrebbe sembrare una ragazzina. Dal racconto sappiamo invece trattarsi di un ragazzino, che grazie alla sua rappresentazione esce da alcuni stereotipi di genere.
Ho voluto chiedere un parere a Mel Zohar, un’illustratrice di cui apprezzo molto il lavoro anche perché rappresenta spesso personaggi oltre gli stereotipi di genere.
Cosa ne pensa Mel Zohar del fatto che pochissimi libri rappresentano bambini che portano i capelli lunghi?
Il disegno sintetico, caricaturale o umoristico richiede codici chiari per orientare subito il lettore. Per esempio, se voglio rappresentare un bambino con una felpa rosa appositamente per lanciare un messaggio, il lettore deve capire che è un maschio, così che un bambino o una bambina possano chiedere “Perché quel bambino ha la felpa rosa?”. Se invece il personaggio avesse la felpa rosa e i capelli lunghi, rischierebbe di essere automaticamente interpretato come femmina (proprio perché il nostro cervello tende a semplificare la realtà e a usare scorciatoie). In questo caso quindi la domanda non nascerebbe e il messaggio andrebbe perso. Lo stesso vale al contrario: una bambina con capelli corti, vestita con pantaloni e colori neutri, verrebbe subito percepita come maschio. E va bene se lo scopo non è trasmettere un messaggio, ma se l’intento è mostrare che un maschio può avere i capelli lunghi e vestirsi di rosa o che una femmina può portare i capelli corti e la divisa da calcio, allora deve mostrare caratteristiche chiare del genere in modo da poter far nascere una discussione. Queste caratteristiche potrebbero comunque rimanere nel testo: un nome particolarmente femminile / maschile oppure richiami frequenti alla terza persona femminile / maschile. Trovo che i capelli lunghi su un personaggio maschile siano l’elemento più difficile da inserire se voglio che venga percepito come maschio. In quei casi tendo a caratterizzarlo con tratti più “maschili”, come l’abbigliamento o le attività (tipo farlo giocare a calcio)… e finisco per diventare la regina degli stereotipi 😂.
Mi è piaciuta tanto l'ultima frase "finisco per diventare la regina degli stereotipi": lo scopo infatti non è andare contro gli stereotipi sempre e comunque, ma riconoscerli, capire come funzionano per allargare gli orizzonti, nostri e delle piccole persone che stiamo vedendo crescere.
Riflessioni finali
La rappresentazione di bambini maschi con i capelli lunghi - e bambine con i capelli corti - è necessaria per scardinare quelle che sembrano ancora regole assolute e necessarie.
I bambini con i capelli lunghi - ma anche gli uomini - ricevono ancora molta pressione riguardo alla lunghezza dei loro capelli, ecco due testimonianze che ho ricevuto:
[Le insegnanti della scuola dell’infanzia] puntualmente mi dicono di tagliare i capelli a mio figlio perché sono troppo lunghi… (è scomodo, non ci vede bene, …) Vorrei sapere se lo consigliano anche alle mamme delle bimbe…
E nel caso di un uomo:
Il direttore sanitario anni fa disse a mio marito di tagliarsi i capelli perché un uomo con il codino faceva disordinato. Lui rispose che se li sarebbe tagliati se il direttore fosse andato dalle colleghe con i capelli lunghi e sporchi dicendo loro di lavarli.
Ovviamente i bambini hanno bisogno di regole e limiti ma trovo che il loro aspetto sia uno dei primi ambiti in cui possono esercitare la loro autonomia e esprimere i loro gusti e personalità.
Se conosci altri altri libri validi che rappresentano bambini o uomini con i capelli lunghi batti un colpo!
Se hai letto fin qui e l’articolo ti è piaciuto, mi aiuteresti molto anche solo cliccando sul cuoricino qui sotto o ricondividendolo.
Grazie!
Ciao e alla prossima,




